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Era il giorno della beatificazione di 498 martiri della guerra civile spagnola, nella stragrande maggioranza religiosi di vari ordini e grado, uomini e donne, molti giovanissimi, molti altri anziani. Già nel 1934, nella Spagna repubblicana e comunisteggiante, furono uccisi due religiosi, ma il grosso della carneficina avvenne nel primo anno della guerra per mano delle milizie di sinistra: frati, suore, preti, monache tirati fuori dai conventi, dalle parrocchie, dagli ospedali, a volte torturati, sempre uccisi a freddo, i cadaveri esposti al dileggio come le reliquie, le ostie, i crocefissi. Poco importava che diciotto avessero fra i 16 e i 19 anni, o che altri avessero trascorso l'intera esistenza in monastero a pregare, o nelle strade a aiutare i poveri.
I militanti dei centri sociali che Domenica hanno manifestato davanti a una Chiesa contro la beatificazione, seguivano la stessa logica degli assassini dei 498 religiosi: «Chi ha ucciso, torturato e sfruttato non può essere beato», c'era scritto sul loro striscione, insieme al quale è stata esposta una riproduzione su un pannello di due metri per cinque della Guernica di Picasso e gettata della vernice rossa in strada. Con una sicurezza pari soltanto alla propria ignoranza, attribuivano alle vittime innocenti la responsabilità di colpe non loro. Manifestazione che ha scatenato una feroce rissa contro i fedeli presenti alla beatificazione, che è stata sedata solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine....segue nei commenti
Questa è la richiesta esasperata di aiuto dei cittadini di un piccolo comune della Sardegna, che per gli errori e le colpe del sistema di governo regionale, dell’Europa e del sistema bancario, stanno perdendo le loro case e le loro aziende agricole, cadute in mano del potere cinico e usuraio delle banche. L’ UE infatti secondo logiche di liberismo selvaggio volute dai poteri forti della finanza e dai tecnocrati da cui è dipendente, ha bocciato la legge regionale che garantiva agli agricoltori crediti agevolati per lo sviluppo dell’agricoltura e l’aumento dell’occupazione. Le banche hanno così potuto vantare enormi e sempre più gravosi interessi sui debiti degli agricoltori che si sono ritrovati dall’oggi al domani nel girone infernale dello strozzinaggio bancario senza poter riuscire a saldare i loro enormi debiti, poichè questi non possono essere più compensati dai fondi e dalla garanzia pubblica.

Riccardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Niente di più falso poteva essere affermato da una sparuta pattuglia che non rappresenta se non se stessa e la propria circoscritta presa di posizione; il Presidente provinciale di Azione Giovani Pisa Francesco Fischetti ed il Dirigente Nazionale di Azione Giovani Giancola Adilardi, infatti, affermano che il Coordinamento Provinciale di Azione Giovani è da sempre a favore delle primarie per garantire la partecipazione degli elettori alla scelta dei migliori candidati alla presidenza degli enti locali, della regione e del governo nazionale e in tutti i casi in cui siano state abolite le preferenze, come nel caso dei listini bloccati.